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Helidon Xhixha: sul lago luccica

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"Non sono io a scolpire l'acciaio, ma è la luce che, riflettendosi su di esso, crea l'opera finale."
Helidon Xhixha

Riflessi di Luce nel Paesaggio del Gambarogno


Dal maggio all'ottobre 2026, le rive e i borghi del Gambarogno si trasformano in un palcoscenico a cielo aperto per accogliere le opere monumentali di Helidon Xhixha. La mostra personale, organizzata dall'associazione GambarognoArte e curata da Carlo Pizzichini, propone un dialogo profondo tra la forza materica dell'acciaio e la poesia del paesaggio lacustre.


L'artista e la sua visione


Helidon Xhixha è celebre a livello internazionale per la sua capacità di "scolpire la luce". Utilizzando l'acciaio inox come materia viva, Xhixha non crea semplici oggetti statici, ma superfici dinamiche che catturano e trasformano l'ambiente circostante. Sotto la guida curatoriale di Carlo Pizzichini, il percorso espositivo mette in risalto la tecnica distintiva dell'artista — fatta di pieghe, curvature e volumi complessi — che trasforma il metallo in un elemento vibrante e fluido.

L'incontro con il Gambarogno

In questa esposizione, l'arte di Xhixha trova la sua dimora ideale tra le acque del Verbano e i pendii del Gambarogno:

  • Specchi di Natura: Le sculture interagiscono con il mutevole cielo ticinese e le tonalità del lago, riflettendo la vegetazione lussureggiante e l'architettura dei borghi storici.

  • Un Dialogo Sensoriale: L'opera d'arte diventa un ponte che unisce la creatività umana alla maestosità del territorio, in una sinergia pensata per esaltare le peculiarità di ogni scorcio.

  • Esperienza Immersiva: Il visitatore è invitato a percorrere un itinerario dove la scultura cambia volto a seconda dell'ora del giorno, rendendo ogni incontro con l'opera un momento unico e irripetibile.

La luminosità specchiante di Helidon Xhixha

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Mettiamo di trovarci in un giardino, un parco, un prato fiorito, un luogo dove si sta bene. Ma anche un centro cittadino trafficato, pur con i suoi monumenti, piazze, negozi, gente… Insomma uno spazio di normale quotidianità, dove si vive, ci si muove e confronta con il tutt’attorno. Non accontentiamoci e cerchiamo un luogo “meraviglioso” perché unico, bellissimo. La distesa d’un lago, il profilo delle montagne, l’orizzonte, il cielo, ognuno ha il proprio cosiddetto luogo dell’anima. In uno qualsiasi di questi ambienti, di questi spazi posiamoci un’opera, una scultura di Helidon Xhixha e stiamo a guardare, curiosi. Ebbene, nell’era digitale, quella dei cellulari, degli iPhone, dei “telefonini”, delle foto a tutti i costi, una dietro l’altra tanto da chiedersi se quell’aggeggio sempre in mano non abbia sostituito lo sguardo e la memoria, ebbene noteremmo che in tutte queste situazioni l’attenzione fotografica è attirata dall’opera di questo artista. Prima la scultura e poi il resto. Provare per credere, come ho fatto io tra stupore e incredulità.
Il passo successivo consiste inevitabilmente nel chiedersi perché. Perché quest’attrazione fatale?
Perché questa istintiva, spontanea, immediata, automatica, quasi impulsiva comunque irresistibile seduzione? Anche il più bello dei tramonti viene colto, fotografato non direttamente ma attraverso la scultura. La mediazione dell’opera. Come se attraverso questo passaggio acquisisse qualcosa in più, una sorta di valore aggiunto, un surplus di bellezza. C’è di che capovolgere il concetto di percezione. Di consapevolezza e di senso.

Dalmazio Ambrosioni
Estratto dal Catalogo G'26

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A quasi sessant'anni dalla sua prima edizione, l'iniziativa che lega la Riviera del Gambarogno all'arte accoglie una nuova proposta espositiva con le opere di Helidon Xhixha.

Il concetto di installare opere d'arte all'aperto in diverse località del Gambarogno fino ad Ascona sottolinea, in modo particolarmente efficace, un dialogo attivo e diretto con il territorio circostante, specialmente nel caso dell'artista in questione, che realizza sculture monumentali in acciaio inossidabile dalle superfici specchianti. Si tratta di un materiale capace di instaurare un rapporto intenso con l'ambiente, creando giochi di luce e riflessi in costante mutamento, influenzati dalle condizioni meteorologiche, dall'ora del giorno e dalla stagione. Le opere di Xhixha riflettono il paesaggio sulle loro superfici, permettendo agli spettatori di percepire aspetti e prospettive sempre nuovi, sia delle opere stesse che degli spazi in cui sono immerse.

In questo senso, la scala monumentale, ma soprattutto la forma delle sculture, invita lo sguardo a tracciare e seguire traiettorie all'interno del paesaggio, a considerare i volumi e le dimensioni di ciò che ci circonda, così come la nostra stessa "misura" in relazione alla totalità della realtà.

Queste opere, tuttavia, non si prestano solo a un'apprezzamento estetico, ma anche etico, veicolando messaggi profondi legati alla sostenibilità, alla protezione dell'ambiente e al nostro rapporto con le risorse naturali. Non è un caso che una delle opere più note di Xhixha consista in due enormi bottiglie immerse nell'acqua, con un chiaro riferimento ai rifiuti e all'inquinamento causato in particolare dalla plastica, che da decenni prolifera nelle acque di tutto il mondo, provocando evidenti danni ambientali.

Accolgo quindi con piacere questa iniziativa che, attraverso il linguaggio dell'arte, cerca di rinnovare e accrescere la nostra consapevolezza verso luoghi familiari e conosciuti, riscoprendone il valore e incoraggiando una riflessione sul nostro legame con il territorio, la sua bellezza e, soprattutto, l'importanza del suo benessere per la nostra qualità di vita.

Claudio Zali
Presidente del Consiglio di Stato del Cantone Ticino
Direttore del Dipartimento del Territorio


Quest'anno celebriamo Helidon Xhixha, un artista capace di plasmare l’acciaio come fosse luce liquida, dando vita a riflessi che dialogano costantemente con il vento e con il tempo. Le sue opere, incastonate tra i nostri borghi, ci invitano a guardare oltre la superficie per percepire il respiro profondo di questi luoghi.

La realizzazione di questa esposizione è il frutto di un grande sforzo collettivo. Rivolgo un sincero ringraziamento ai collaboratori, al curatore e ai numerosi sponsor che hanno creduto nel progetto. Un riconoscimento particolare va alle istituzioni, in modo speciale all’OTR Locarno-Ascona e al Comune di Gambarogno: il loro sostegno fondamentale è stato il motore che ha reso possibile questa magia. Desidero esprimere la mia più profonda gratitudine verso chiunque si sia prodigato con dedizione per la riuscita dell'evento.

In questo contesto, desidero ricordare con affetto un amico e autorevole membro del nostro comitato, scomparso a pochi mesi da questa giornata: Remo Clerici. Senza i suoi consigli sempre puntuali, competenti e generosi, l’organizzazione di questa edizione sarebbe stata certamente più difficile.

Il percorso che ammirate oggi è iniziato nel lontano 1968 e si è nobilitato nel tempo grazie a numerosi artisti di fama internazionale che hanno onorato il Gambarogno con la loro presenza. Possa questa mostra essere, per tutti voi, una fonte di autentica emozione e meraviglia.

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Sponsor tecnici
Ticino Magazine, Lugano
Masco Consult SA, Capriasca
Fulvio Roth & Partners SA, Bellinzona


Collaborazioni
Comune di Gambarogno
Parrocchia di Vira Gambarogno
Patriziato di Vira Gambarogno
Organizzazione Turistica Lago Maggiore e Valli
Ufficio turistico Gambarogno, Vira

Impressum


Organizzazione:
Associazione GambarognoArte, Vira

Curatore
Carlo Pizzichini

Installazioni
Nicola Nussbaum, San Nazzaro
AFOR Schuler


Sponsor e contributi
Associazione GambarognoArte
Comune di Gambarogno
Organizzazione Turistica Lago Maggiore, Locarno
Cantone Ticino, DECS, Bellinzona
LaMobiliare, Bellinzona
Verzasca SA, Lugano
Banca Raiffeisen, Piano di Magadino
Fondazione Cultura nel Locarnese
SES Sopracenerina, Locarno


Si ringraziano anche:

tutte le aziende, i commerci, gli enti e i privati che con i loro contributi a vario titolo e disponibilità hanno permesso la buona riuscita dell'esposizione G'26.


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